Glossario

Agglomerato al quarzo L’agglomerato è un rivoluzionario materiale composito cinque volte più resistente del granito, è formato dal quarzo, il materiale più duro al mondo, e conserva tutte le caratteristiche fisico meccaniche della roccia madre da cui deriva. Allo stesso tempo offre ulteriori insuperabili prestazioni che sono il suo valore aggiunto. E’disponibile in decine di colori diversi ed è tra i materiali più versatili e resistenti. Il piano cucina e bagno in agglomerato che non si graffia e non si macchia: inchiostro, olio, aceto, caffè, vino, succo di limone, coltelli e altri piccoli incidenti domestici non intaccheranno la sua superficie. E’ facile da pulire, non assorbe liquidi, odori e nemmeno i grassi più comuni per uso alimentare. L’agglomerato al quarzo ha superato i severi test dell’Ente Statunitense “NSF” che ha testato l’idoneità del piano alla collocazione nelle aree di preparazione degli alimenti. E’ inoltre, l’unico materiale con una garanzia scritta di dieci anni. La combinazione di funzionalità e stile, unita alle superiori caratteristiche tecniche, fanno dell’agglomerato un prodotto ideale per la casa dove grazie all’ampia disponibilità di colori è possibile personalizzare con eleganza ogni ambiente.
Anta L’anta è l’elemento più importante nella costruzione e nell’estetica di un mobile, perchè è la parte più in vista e perchè è apribile grazie a diversi tipi di cerniere e meccanismi. E’ quella che più di ogni altro componente determina lo stile e il livello qualitativo ed economico del mobile. I meccanismi di apertura la differenziano in anta battente, scorrevole, a libro, a pacchetto, a vela, a ribalta o vasistas. E’ costruita con vari materiali: massello, listellare, multistrato, truciolare, melaminico, medium density (MDF), mentre la sua finitura esterna può essere di diversi tipi, si va dall’aspetto naturale del legno, arricchito con lucidature e verniciature di intensità e tonalità variabili, che vengono applicate direttamente sul legno se in massello, oppure su una sottile lastra di rivestimento, detta impiallacciatura, fino alla infinita gamma di rivestimenti laminati, melaminici e polimerici, oltre che all’ancora più vasta gamma di laccature ottenibili anche a campione. L’anta può essere liscia, a telaio, squadrata e uniformemente rifinita da tutti i lati, oppure può essere sagomata in modi e finiture differenti. E’ frequente a seconda delle mode del momento, l’abbinamento di materiali diversi sulla stessa anta, per esempio anta massellata con bordo in ABS, oppure con profili in alluminio o acciaio con pannello centrale in legno o in vetro.
Battente Tipo di anta, la più diffusa, l’apertura è garantita da un sistema a cerniere che unisce il fianco della strattura con l’anta stessa, almeno 2 per pensili fino ad h 72 cm, da 3 a 8, a seconda del peso e delle misure, per gli altri tipi di ante ad esempio quelle per l’armadio. Le cerniere sono poste in verticale in modo da permettere l’apertura dell’anta da 90 fino a 180 gradi, in qualche caso anche oltre. Le diciture destra e sinistra si intendono sempre riferite al senso di apertura dell’alta per l’osservatore che si pone di fronte al mobile.
Blumotion Sistema di ammortizzamento della chiusura dei cassetti, cestoni o estraibili che guida completamente l’elemento in movimento quando si avvicina alla struttura del mobile richiamandolo e, contemporaneamente, limitandone la velocità, al fine di assicurare una chiusura completa ma morbida. E’ un’evoluzione dei precedenti sistemi che garantivano il richiamo grazie alla pendenza dell’ultimo tratto delle guide metalliche ma non la morbidezza di chiusura del cassetto che spesso rimbalzava dopo aver urtato la struttura del mobile.
Bussolotto Elemento base della componibilità dei mobili costituito da 2 fianchi, un basamento, un cappello, uno schienale e un’anta. Al posto dell’anta possono esserci altri elementi come cassetti o cassettoni. Il bussolotto che non ha frantali è detto a giorno.
Cerniera E’ quel meccanismo, quasi sempre in acciaio, molto più raramente costituito da parti in legno o altri materiali, la cui funzione è permettere l’apertura dell’anta o di un piano superiore, permettendogli di ruotare intorno ad un asse posto ad un lato del fianco. Esistono cerniere di svariati tipi ma le più diffuse permettono l’apertura ad almeno 90 gradi e, tramite più viti, permettono, oltre che il fissaggio al mobile, la regolazione dell’altezza, distanza e inclinazione dell’anta rispetto al mobile stesso. Solitamente sono anche dotate di meccanismi a molla che richiamano l’anta verso il mobile o verso l’esterno secondo se la stiamo chiudendo o aprendo.
Cestone Elemento estraibile normalmente di altezza superiore a quella del cassetto e costituito da guide metalliche, un piano rigido inferiore e sponde laterali parzialmente aperte o grigliate. Spesso nelle modularità delle cucine è alto il doppio del cassetto al fine di allinearsi nella componibiilità.
Compensato Materiale molto resistente costituito da 3 o 4 fogli in legno incollati e pressati tra loro in modo da presentarsi con le fibre perpendicolari e quindi incrociate uno all’altro. Strutturalmente è quindi simile al multistrato ma, essendo più leggero, sottile e flessibile, viene solitamente utilizzato per gli schienali o per altri particolari dove non occorre una rigidità eccessiva.
Corian Il Corian è un materiale inventato e prodotto dalla Du Pont dal 1967. L’importanza del Corian sta nel fatto che ha rivoluzionato il settore industriale della produzione dei piani cucina e piani bagno, rappresentando il primo prodotto con gli stessi pregi dei piani in pietra senza i tipici difetti dei piani in truciolare o materiale sintetico o semisintetico e con il vantaggio della possibilità di essere prodotto in qualsiasi forma ed essere lavorabile al tornio come il legno. Si tratta di un materiale composito formato da 2/3 di idroissido di alluminio e 1/3 di resina acrilica con aggiunta eventuale di pigmenti colorati.
Il Corian è resistente alla luce diretta del sole e il suo colore si mantiene sostanzialmente immutato nel tempo. Resiste bene alle normali sollecitazioni. È resistente al calore (se a diretto contatto, solo per pochi istanti). È un materiale traslucente ovvero una parte della luce attraversa il materiale.
Viene impiegato per i piani di lavoro nella cucine, banconi professionali nella ristorazione, e ha trovato posto anche in bagno, vengono infatti prodotti piatti doccia e vasche.
Estraibile Componente di un mobile costituito da un frontale che, invece di essere incernierato come un’anta, viene fissato a un meccanismo in filo metallo che permette appunto l’estrazione di uno o più ripiani o cestelli dal mobile, al fine di migliorarne l’accessibilità, che va però a discapito della capacità totale a causa dell’ingombro dei meccanismi stessi.
Faesite È un pannello ad alta densità, fabbricato con fibre umide fissate a gran pressione e temperatura. La resina naturale delle fibre le cementa insieme. La faesite viene anche chiamata “masonite”, un nome commerciale che, nell’uso comune in Italia, è passato ad indicare generalmente questo tipo di pannelli di fibra, in inglese denominati “hardboards”. E’ utilizzata in alternativa al compensato in alcune parti dei mobili come schienali o altri componennti leggeri come griglie e listelli.
Formaldeide Prodotto chimico presente in resine e colle utilizzate per la produzione di mobili. Tende a liberarsi nel tempo e solo in concentrazioni elevate può essere dannoso alla salute, le concentrazioni normalmente presenti negli ambienti, all’inizio fastidiose, non vengono ritenute pericolose. Esistono già da tempo comunque nuovi prodotti alternativi che riducono o eliminano l’emissione di formaldeide, attualmente è predominante la produzione di resine e collanti più ecologiche, a base d’acqua. Esistono comunque normative nazionali e internazionali in merito alle quantità massime di formaldeide e ai procedimenti industriali che ne limitano l’emissione.
Granito Materiale di origine minerale utilizzato in arredamento soprattutto per la produzione di piani di lavoro per cucine e mobili per bagno, viene marginalmente impiegato anche in altri ambienti. Tra i materiali minerali di origine naturale utilizzati in arredamento, è tra i più resistenti all’usura e agli agenti atmosferici, a differenza dei marmi che provengono da rocce sedimentarie, calcaree e metamorfiche che sono caratterizzate da una resistenza inferiore a tutti gli agenti esterni e anche all’assorbimento delle macchie. I graniti si distinguono per il loro aspetto granulare e sono caratterizzati da un elevato contenuto di quarzo e silicio.
Impiallacciatura Strato sottile di finitura in legno che viene applicato su pannelli in truciolare, listellare, multistrati o tamburato. Si tratta normalmente di un’essenza più pregiata del supporto su cui viene applicata e i componenti vengono così realizzati sia per contenerne il costo, sia per ottenere pannelli esteticamente pregiati ma anche resistenti e stabili dimensionalmente.
Laccatura classica A volte il mobile classico può essere rifinito con laccature uguali a quelle utilizzate per il mobile moderno, sia opache che lucide, ma più spesso il mobile classico viene caratterizzato da laccature particolari, tra cui quella a poro aperto, che cioè lascia intravedere e sentire al tatto la venatura del legno sottostante, e quella cosiddetta classica o “veneziana”, caratterizzata da più stratificazioni di vernici di colore a volte leggermente, a volte più marcatamente diverso, applicate anche a pennello o comunque con un’effetto di striatura e di chiaro-scuro che ne caratterizza l’immagine.
Laccatura anticata Su alcuni mobili che, anche se nuovi, tentano di simulare il pezzo antico o vecchio-stile, viene ottenuto un particolare effetto combinando la scelta di colori, di zone di chiaro-scuro, finte tarlature, finti segni di usura, ecc. al fine di ottenere un’immagine particolarmente vissuta del mobile che a volte si avvicina molto a quella del vero antiquariato.
Laccatura moderna E’ la rifinitura che si applica più frequentemente sul medium density ma spesso anche su certi legni massicci, impiallacciature particolari o anche su melaminici o altri supporti. E’ costituita da una verniciatura a spruzzo con prodotti appositi e in diverse stratificazioni (fondo, colore, rifinitura) a seconda dell’effetto che si vuole ottenere e si distingue in: laccatura opaca che è la più semplice e meno costosa, oltre che quella normalmente con minor spessore della verniciatura ma è molto morbida e gradevole al tatto, avvicinandosi più delle altre all’effetto di contatto del legno naturale, laccatura goffrata che si ottiene con vernici speciali addizionate di polveri minerali, solitamente al quarzo, che danno una finitura più o meno ruvida a seconda del tipo di polveri aggiunte e del loro spessore e densità, mirata ad ottenere un effetto antigraffio oltre che ad un particolare effetto estetico, tra le laccature la goffrata è la più resistente agli urti e all’usura; laccatura lucida diretta: si ottiene semplicemente applicando le apposite stratificazioni di vernice come per la laccatura opaca ma, per il tipo di prodotto applicato, il risultato è una finitura lucida che non richiede ulteriori trattamenti di rifinitura ma che non ha la stessa regolarità di superficie della laccatura lucida spazzolata; la laccatura lucida spazzolata è la più pregiata delle laccature, richiede, oltre che l’applicazione delle stratificazioni di prodotti, anche una successiva operazione di “spazzolatura” con dei tamponi lucidanti che ha lo scopo di ottenere la massima regolarità della superficie, solitamente ottenuta effettuando detta spazzolatura sull’ultimo strato costituito da vernice a base poliestere molto resistente.
Lamellare Materiale costituito da una serie di lamelle in legno massiccio incastrate, incollate e stratificate fra di loro a formare un pannello particolarmente robusto che viene valorizzato esteticamente tramite verniciatura trasparente che lascia ben vedere venature, contrasti e incastri del legno. Solitamente utilizzato per piani di lavoro o penisole, è più frequentemente costruito in faggio, a volte anche in noce nazionale o ciliegio, molto più raramente in altri legni.
Laminato Tipo di finitura caratterizzata dal rivestimento del pannello con un foglio di materiale plastico, con spessori che variano da pochi decimi di mm, fino al millimetro a spessori superiori nel caso dei pannelli in laminato pieno. A seconda della composizione chimica del foglio di rivestimento e del supporto su cui viene applicato, si ottengono componenti con caratteristiche molto diverse: si parte dal semplice truciolare nobilitato fino al polimerico e ai laminati più spessorati, fino ad arrivare ai laminati ad alta pressione (HPL, LPR a seconda dei produttori) che sono tra i materiali più resistenti all’umidità, al calore e all’usura e che vengono usati per la realizzazione di piani di lavoro e di tutte quelle parti più soggette a sollecitazione. Il pannello rivestito in laminato sui due lati può poi essere bordato con lo stesso materiale oppure con materiale più adatto a rendere gli spigoli più resistenti agli urti come l’ABS, oppure con la massellatura in legno o il bordo in acciaio inox o in alluminio.
Libro (anta a) Tipo di anta costituita da 2 ante battenti incernierate fra di loro e fissate da un lato a cerniere tradizionali, dall’altro sospese o appoggiate tramite gli opportuni meccanismi a rotaie scorrevoli. Rispetto alla battente è meno ingombrant in apertura, rispetto alla scorrevole hanno il vantaggio di dare accesso alla quasi totalità del vano in quanto si raccolgono dal lato con le cerniere senza sovrapposizioni.
Listellare Materiale costituito da una serie di listelli in legno massello accostati e incollati uno all’altro e pressati poi tra 2 pannelli sottili esterni sempre in materiale ligneo, il tutto unito a formare un pannello molto resistente e stabile dimensionalmente pur mantenendo una certa leggerezza. Trova impiego per ante e piani di lavoro ma è più usato, per la sua stabilità, per le strutture, soprattutto delle scocche degli elementi per cucina, in alternativa al più usato truciolare, più pesante e più sensibile all’umidità.
Lucidatura E’ la finitura utilizzata sui legni massicci e sulle impiallacciature, che lascia vedere la venatura e il colore del legno, che a volte viene valorizzata con delle tinte che possono essere chiare, medie o scure, oltre che di tonalità tra le più disparate, a seconda dell’effetto che si vuole ottenere in base allo stile del mobile. E’ denominta lucidatura in quanto, nella sua concezione più tradizionale, si ottiene con la spalmatura di cera d’api o altri prodotti similari, mentre in realtà oggigiorno è quasi sempre ottenuta con l’applicazione a spruzzo di vernici trasparenti o semi-trasparenti sia lucide che opache.
Marmo Materiale di origine minerale utilizzato in arredamento soprattutto per la produzione di piani di lavoro per cucine e mobili per bagno, marginalmente anche in altri ambienti. Proveniendo da rocce sedimentarie, calcaree e metamorfiche, a differenza dei graniti che sono di origine vulcanica, il marmo non ha una elevata resistenza agli agenti esterni e alle macchie; può essere monocromatico o presentare delle venature in diverse colorazioni che ne caratterizzano la tipologia e il nome specifico. Tra i più utilizzati abbiamo il bianco di Carrara, il travertino e il rosso Verona.
Massello/massiccio Composizione del mobile o di un suo componente in legno ottenuto per semplice taglio del tronco dopo l’opportuna stagionatura e a volte l’accoppiamento di più tronchi per ottenere le larghezze desiderate. Tra i più utilizzati, ricordiamo il Ciliegio, il Tulipier, il Faggio, il Noce Nazionale, l’Acero, il Tanganica, l’Alder, il Rovere, il Noce Canaletto, la Betulla , il Castagno, l’Acacia e l’Ontano.
MDF Medium Density I pannelli artificiali denominati Medium Density Fibreboard sono dotati di superfici lisce su entrambe le facce, e sono fabbricati con un procedimento a secco. Le fibre sono legate tra loro da una resina collante sintetica, hanno una struttura uniforme ed una trama fine che permette lavorazioni a macchina sia dei bordi che delle facce. Questo fa sì che i pannelli MDF possano essere lavorati come legno naturale, e vi si possano sostituire in certi usi. Sono un eccellente substrato per le impiallacciature, e prendono bene la laccatura. I pannelli MDF sono disponibili in spessori dai 6 ai 32 mm, in una gran varietà di dimensioni e vengono utilizzati nella realizzazione di qualunque ambiente, soprattutto come base per laccature di ogni tipo.
Melaminico vedi “Truciolare”
Mensola Elemento d’arredamento costituito da un piano posizionato orizzontalmente e fissato al muro tramite appositi sostegni. La mensola può essere in legno, cristallo o in altri materiali e può essere montata anche con staffe a scomparsa, oppure con sostegni a vista che, oltre che a caratterizzarne l’estetica, ne migliorano la portata. In rari casi viene fissata al soffitto con appositi sostegni telescopici.
Multistrati Materiale molto resistente costituito da cinque o più fogli di legno incollati e pressati tra loro in modo da presentarsi con le fibre perpendicolari, incrociate le une con le altre. Da evidenziare la sua versione cosiddetta “multistrato marino”, utilizzato nell’industria nautica e nella costruzione di strutture per cucine pregiate, nelle quali, grazie all’utilizzo di specifiche resine idrorepellenti, si ottiene una particolare resistenza all’umidità.
Nobilitato vedi “Truciolare Nobilitato”
Pacchetto (anta a) Tipo di anta a libro solitamente raggruppata in serie da due doppie ante che oltre a piegarsi grazie alle cerniere tra le due parti dell’anta a libro, possono raccogliersi completamente lasciando la visuale aperta su quasi tutto il mobile.
Pacchetto (anta a) Tipo di anta a libro solitamente raggruppata in serie da due doppie ante che oltre a piegarsi grazie alle cerniere tra le due parti dell’anta a libro, possono raccogliersi completamente lasciando la visuale aperta su quasi tutto il mobile.
Pensile Elemento d’arredO normalmente costituito da un bussolotto sospeso a muro con appositi ganci singolarmente o tra altri elementi quali colonne o spalle. Può essere aperto, quindi a giorno, oppure chiuso da ante battenti, scorrevoli, vasistas, a ribalta.
Piano di lavoro Nelle cucine i materiali utilizzabili per la costruzione dei piani di lavoro negli ultimi anni si sono maggiormente differenziati che in passato, nella ricerca di una maggiore caratterizzazione estetica e nella ricerca di resistenza maggiore all ‘usura, all’ umidità e all’ assorbimento di macchie. Il materiale più semplice ed economico per la realizzazione dei piani di lavoro è il laminato, che può avere spessore dai due ai sei cm. Può essere bordato in unicolor o ABS in varie tinte, o rifinito con bordi in acciaio o in alluminio, con bordi in legno che solitamente si abbinano ad altri elementi della cucina o semplicemente stondato tramite curvatura del laminato sulla parte frontale. Esiste anche in versioni rifinite su più lati per banconi bifacciali o penisole. Il piano di lavoro può però essere realizzato anche in altri materiali che vanno a valorizzare la cucina nell’estetica e nella funzionalità: marmo, granito, legno lamellare, vetro, acciaio, quarzite, kerlite e agglomerato al quarzo. Tra questi compositi ricordiamo: Zodiaq, Quarzo Jaipur, Velvet, Staron, Parapan, Cristalite, Nikron, Janus Marble, Hanex, Evo, Starlight, Silestone, Okite, Vicostone, Quarella, Cristalan, Corian, Wilsonart. Questi materiali si differenziano tra loro chimicamente per il tipo di resine e di rocce o minerali presenti nella miscela, oltre che nelle percentuali di miscelazione, e ognuno ha una sua caratterizzazione estetica che lo evidenzia sul mercato. Alcuni di essi, come ad esempio Cristalite, Staron, Cristalan, Corian ecc. vengono usati anche per la realizzazione delle vasche integrate al piano con eccellenti risultati estetici.
Polimerico Rivestimento in laminato plastico molto duttile e flessibile che solitamente si applica su un pannello in MDF. Il risultato è un’ anta che si presenta con una superficie continua, stondata sui lati con un effetto simile al laccato, ma realizzato con un costo inferiore e con una resistenza agli urti e ai graffi superiore. Fanno parte di questa categoria la maggior parte delle ante in laminato dette “a saponetta”.
Porfido Il porfido è tra le rocce più dure e resistenti ed è particolarmente adatto alle pavimentazioni esterne e rivestimenti, in quanto mantiene inalterate nel tempo le sue caratteristiche fisico-meccaniche ed il suo aspetto. Per la sua elevata resistenza al gelo è particolarmente indicato il suo impiego a luoghi freddi. La versatilità del Porfido spazia dai cubetti, lastrame, cordoni, binderi, piastrelle fino a scale e gradini ma la sua espressione principale si ha attraverso i cubetti di porfido, i quali trovano applicazione nel maggior numero di piazze storiche e giardini. L’industria del mobile lo impiega come piano di lavoro con la possibilità, come per gli agglomerati di quarzo, di integrazione dei lavelli, i colori più diffusi sono il rosso antico e il brown, le lavorazioni più interessanti sono la fiammatura e la spazzolatura, con le quali è possibile mantenere un effetto materico più accentuato a tutto vantaggio dell’estetica.
Ponte Elemento d’arredamento costituito da parti sopspese tra colonne o spalle poste ad una certa distanza tra di loro; normalmente si differenzia dal pensile sia in generale per le dimensioni, sia per il fatto di essere sostenuto necessariamente da sostegni laterali come sopra specificato. Sopra determinate dimensioni necessita di rinforzi metallici o di legno per avere sufficiente rigidità e portata. Le parti sospese possono essere a giorno o chiuse da tutti i tipi di anta. ll suo utilizzo è molto diffuso nelle camerette e parzialmente nei mobili soggiorno e librerie.
Scorrevole (anta) Tipo di anta la cui apertura è affidata ad un meccanismo di scorrimento fissato al mobile, soprattutto armadio. Può essere appoggiata al binario inferiore o sospesa a quello superiore, la sua praticità consiste nel non avere ingombri durante l’apertura, soluzione essenziale negli ambienti dalle misure poco generose o nelle zone di passaggio come corridoi e disimpegni; d’altra parte poco pratico è che le ante scorrevoli sovrapponendosi nell’ apertura permettono di accedere solo alternativamente ai vari vani del mobile; bisogna inoltre fare attenzione alla posizione delle cassettiere interne o degli accessori estraibili rispetto alla posizione di apertura delle ante scorrevoli. Soprattutto su alcuni mobili soggiorno, esistono ante con scorrimento verticale supportate da complessi meccanismi dotati di contrappesi o di molle di sostegno.
Truciolare I pannelli truciolari sono composti di trucioli e da particelle di legno, incollati tra loro sotto pressione. Questi pannelli si differenziano a seconda della forma e delle dimensioni delle particelle, della loro distribuzione nello spessore del pannello stesso, ed dal tipo di collante utilizzato. Vengono impiegati prevalentemente legni dolci, mentre i legni duri possono essere aggiunti in varie proporzioni. I pannelli truciolari sono materiali stabili ed uniformemente consistenti. Quelli costruiti di particelle fini hanno superfici ben lisce e sono ben adatti ad essere impiallacciati. Una gran varietà di pannelli già rifiniti usando piallacci di legno, o laminati di carta o plastica, sono disponibili per un pronto uso decorativo. Quasi tutti i pannelli di truciolare sono piuttosto friabili ed hanno una resistenza a trazione inferiore a quella del compensato. Gran parte dei truciolari sono in uso negli interni. Rispetto ad altri materiali legnosi i truciolari sono più sensibili all’umidità. Tuttavia esistono in commercio truciolari adatti ad essere usati in condizioni d’alta umidità, detti idrorepellenti, e si distinguono per il colore verdastro dovuto all’alta percentuale di resina che li caratterizza.
Il truciolare a strato singolo è detto anche truciolare semplice, è fatto di un panforte uniforme di trucioli relativamente grossi ed ha delle superfici relativamente ruvide, adatto anch’esso ad essere impiallacciato o laminato, ma non ad essere verniciato.
Il Truciolare detto tristrato ha un nucleo ben distinto di trucioli grossi laminato tra due strati di trucioli più fini. Gli strati esterni contengono una più alta quantità di resina, che produce superfici più lisce adatte per gran parte delle finiture, inclusa la verniciatura. Si definisce truciolare a densità variabile quando il nucleo di trucioli grossolani si trasforma gradualmente in superfici di trucioli finissimi
Il truciolare nobilitato o melaminico è un’ altra variante del truciolare tristato: le superfici sono ricoperte di piallacci selezionati, laminati plastici o di un sottile foglio di melamina. Quelli impiallacciati in legno sono già rifiniti o pronti per ricevere la rifinitura; quelli laminati o con superficie melaninica non hanno bisogno d’ulteriori lavorazioni e si possono usare come tali. Alcuni di questi pannelli in laminato plastico sono già sagomati come piano d’appoggio per cucine componibili. Per i pannelli impiallacciati o ricoperti da fogli melaninici sono normalmente disponibili bordi dello stesso colore.
Di relativamente recente introduzione sul mercato italiano e normalmente di importazione, i pannelli a scaglie sono truciolari costituiti da trucioli e scaglie molto grosse, normalmente di qualche varietà di pino. Ne esistono di due tipi. Quelli a fibre orientate, costituiti da tre strati di scaglie con orientazione perpendicolare tra di loro, grosso modo come un compensato a tre strati. E quelli dove le fibre sono distribuite in modo casuale. Questi pannelli presentano usa resistenza a trazione di molto superiore a quella dei truciolari normali.
Il truciolare è attualmente il materiale più usato nella costruzione del mobile industriale sia per il suo costo ridotto che per le sue caratteristiche di stabilità dimensionale e di resistenza. Risulta comunque normalmente più pesante della maggior parte degli altri materiali lignei e viene usato nelle strutture, nei piani di lavoro e nelle ante di ogni genere di mobile.
Vasistas-Ribalta Tipo di anta con le ceniere poste in orizzontale sul fondo o sul coperchio a seconda che l’apertura avvenga verso il basso (ribalta) o verso l’alto (vasistas), è dotata di fermi, braccetti o pistoni a gas per consentirne l’apertura.
Vetro Viene spesso utilizzato in abbinamento con un telaio ligneo o metallico per realizzare le anti e da solo per fianchi o piani. Data la sua naturale trasparenza, il vetro alleggerisce l’ imponenza di alcune strutture, combinando i riflessi e la luminosità con l’effetto delle finiture che si possono abbinare sul suo retro, per esempio, con gli opportuni trattamenti, possiamo rifinire il lato interno con l’effetto “acidato”, una microporosità ottenuta trattando il vetro con specifici acidi e che dà un effetto di semitrasparenza acquamarina molto particolare, oppure verniciando con laccature colorate o con vernici argentate a seconda della moda del momento. Il telaio dell’anta a vetro, quando esiste, può essere personalizzato come il resto della composizione, in metallo, alluminio o acciaio, sia nelle loro varianti lucide spazzolate che in quelle opache, colorate, satinate o anodizzate. Nei mobili classici e rustici sono frequenti le molature e le bisellature molto marcate negli spigoli, le serigrafie e le decorazioni ottenute per incisione, per corrosione chimica o per applicazione di vernici e materiali adesivi. Le colorazioni del vetro sono ottenute già durante la sua produzione, altre rifiniture vengono lavorate in seguito come le piombature, strisce di piombo grezze che congiungono vari pezzi di vetro lavorato e decorato e le ottonature, come le piombature ma ottenute con l’ottone, per cui più lucide e quindi più adatte a mobili classici e in stile. Il vetro utilizzato nell’ arredamento può essere normale, oppure temperato cioè trattato per essere più resistente in caso di rottura e sbalzi termici, stratificato per avere effetto anti-sfondamento, soffiato per effetti raffinati tipo murano.

 

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